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mercoledì 11 marzo 2026

Binari imprevedibili

 


La compagnia ferroviaria Arenaways, a gennaio del 2025, ha riportato il servizio passeggeri sulla linea Savigliano-Saluzzo-Cuneo. Il ritorno del treno nelle sette stazioni della linea (alle tre maggiori si aggiungono Manta, Verzuolo, Costigliole Saluzzo e Busca) è stato accolto con entusiasmo dalla cittadinanza: in parte per la soddisfazione di aver ottenuto dall’amministrazione regionale ciò che si chiedeva da anni, in parte per il ritorno di una piccola ma importante comodità e infine – ritengo – perché viaggiare su una ferrovia è un piacere. Il treno è, infatti, il mezzo di trasporto che più di ogni altro ha la capacità di farci trascorrere del tempo con le persone che amiamo, far nascere nuove conoscenze e condurci attraverso luoghi affascinanti.

L’editore Fusta di Saluzzo ha perciò deciso di chiedere a un gruppo di autrici e autori quale fosse la loro idea del viaggiare in treno. Sono scaturiti in questo modo quattordici racconti, molto diversi tra di loro, così come differenti sono le autrici e gli autori che hanno risposto all’invito. D’altronde, non è forse un insieme variegato quello delle persone che ogni giorno viaggiano sui treni?

Nella varietà dei racconti, emerge comunque un denominatore comune: è l’imprevedibilità degli incontri che il treno rende possibili. Anche su una linea di lunghezza ridotta come la Savigliano-Saluzzo-Cuneo. 

Immaginate di salire a bordo del treno che viaggia tra Savigliano, Saluzzo e Cuneo, di sedervi e di cominciare una conversazione con alcuni degli altri passeggeri: sono le autrici e gli autori dei racconti che state per leggere. Si parte dalla stazione di Saluzzo con Alessandra Gondolo, che al termine del suo racconto ci fa salire su un treno diretto a Savigliano. Con Gianni Audisio si viaggia poi nella direzione opposta, da Saluzzo a Cuneo, cominciando a conoscere i panorami di Manta e Verzuolo. Nella stazione del capoluogo ci si trattiene quindi per il resto del giorno con la protagonista del racconto di Cinzia Dutto. La mattina successiva saremo di nuovo lì, per ripartire con la narrazione di Pierfrancesco Di Noia: si va a Saluzzo, con una importante sosta alla stazione di Costigliole, e si torna a Cuneo. Siamo entrati nel mondo dei pendolari: Filippo Bessone ce lo racconta dal punto di vista di un capotreno alle prese con due passeggeri che salgono a Busca per andare a lavorare a Torino, via Savigliano. Noi ci fermiamo a Savigliano e ripartiamo per Saluzzo con Michele Cerutti, cambiamo treno a ritorniamo ancora una volta a Cuneo. Serena Covella ci accompagna sulla successiva corsa Cuneo-Saluzzo alla ricerca di una pendolare scomparsa, quindi viaggiamo con Marco Craveri, nel cui racconto assume una particolare importanza la stazione di Verzuolo.

Usciamo dal mondo dei pendolari con il racconto di Paolo Calvino: alla stazione di Busca una giovane viaggiatrice sale su un treno che la porterà ben oltre la stazione di Savigliano. Noi, invece, rimaniamo sul treno che va avanti e indietro tra Savigliano e Cuneo, e a Costigliole osserviamo salire la passeggera creata da Giorgio Enrico Bena; lasciamo proseguire anche lei verso una meta lontana, perché a Cuneo ci aspetta Roberto Rossi Precerutti per tornare a Manta e visitarne il castello da una prospettiva inconsueta.

Con il bambino protagonista del racconto di Luisa Pessina ritorniamo a Savigliano, dove ci attende Sergio Soave, che dalla stazione saviglianese ci fa viaggiare verso altre linee piemontesi. Da Savigliano parte anche il personaggio ideato da Sergio Racca per l’ultimo racconto: è diretto a Saluzzo, ma la meta non sarà esattamente quella prevista.

In una narrazione ambientata nel mondo delle ferrovie il movimento è un elemento inevitabile. Nel nostro caso, noterete che i personaggi si muovono, oltre che nello spazio, anche nelle dimensioni del tempo: c’è chi ha rievocato il passato – proprio o delle ferrovie – a partire da ricordi rimasti profondamente impressi, chi ha situato gli avvenimenti nel presente e chi nel futuro, seguendo forse la libera concatenazione di pensieri che viene favorita proprio dal movimento e dai suoni caratteristici dei viaggi in treno.

Autrici e autori hanno lavorato separatamente, tuttavia troverete degli involontari collegamenti tra alcuni racconti, quasi come se certi riferimenti a date o luoghi fossero delle anticipazioni di quanto contenuto in un successivo capitolo. Si tratta di coincidenze? Oppure esistono dei tunnel spazio-temporali attraverso cui le informazioni viaggiano da una vicenda a un’altra? E chissà se un giorno – almeno nei racconti – in quei tunnel ci potranno passare dei treni?


Binari imprevedibili

sarà presentato

sabato 6 giugno 2026

alle ore 17,30

al Castello della Manta (CN)


Su questa antologia si può ascoltare una conversazione tra Paolo Calvino e Livio Partiti

sul sito ilpostodelleparole.it


Il libro si può acquistare sul sito di Fusta Editore

giovedì 29 maggio 2025

Groenlandia e altri ghiacci

 


Durante un viaggio nella Groenlandia occidentale, compiuto nel 2023, è nato con Giorgio Enrico Bena e Tiziana Lain il progetto di una raccolta di racconti sull'isola artica e soprattutto sul popolo che la abita, i kalaallit, parte del più vasto gruppo degli inuit.

Il nostro viaggio si è svolto in parte a terra, in villaggi e cittadine, e in parte sulla nave postale Sarfaq Ittuk. Le persone incontrate e gli ambienti naturali ammirati sono la materia prima dei nostri racconti. Essendo i kalaallit un popolo che parla volentieri di sé, sia nelle conversazioni spontanee sia attraverso i canali istituzionali come i musei, abbiamo cercato di dare loro la parola ogni volta che è stato possibile, cercando di allargare il discorso alla geografia, alla storia, alla lingua, all'arte e all'economia che caratterizzano la Groenlandia, o meglio Kalaallit Nunaat, la “terra dei kalaallit”.


La Sarfak Ittuk attracca al porto di Qaqortoq una volta alla settimana, il martedì pomeriggio. Poco prima delle sedici, la banchina si riempie di persone e di taxi in attesa dei parenti e degli amici. Il nostro imbarco è previsto per le diciotto, per cui possiamo indugiare a osservare gli abbracci, i sorrisi e le operazioni di carico dei bagagli sui taxi. Nessuno urla e le voci sono appena percettibili. […]


Con un rituale che impareremo nei giorni successivi, viene calata una scaletta per salire al ponte numero tre. Salgono per primi i sacchi della posta: Sarfaq Ittuk è anche il postale che permette la corrispondenza tra le località in cui vivono i quattro quinti dei groenlandesi. […] All'interno c'è uno sportello informazioni, dove un ufficiale ci spiega che la parola sarfaq significa “corrente marina” e ittuk si può tradurre in “il rumore ritmico dei motori delle navi”. «Quelli di un tempo, che facevano chug-chug-chug» - aggiunge l'ufficiale - «e quindi le due parole insieme suggeriscono l'idea di essere piacevolmente trasportati quando si è in mare». (Foto e testo di Paolo Calvino dal racconto Vita a bordo del postale della Groenlandia)

Alle parole, nostre e dei kalaallit, abbiamo affiancato le fotografie di Giorgio Enrico Bena.


La nave scivola tra iceberg di varie dimensioni, che appaiono dall’orizzonte come costellazioni in movimento, rade nella stagione estiva e più fitte, come nell’universo profondo, in quella invernale. Stelle di ghiacci assumono forme bizzarre create dall’immensa fantasia dell’acqua. Il composto acqua popola lo spazio in tutte le sue forme. Disperso nell’aria si raggruppa talvolta in lattee pareti di nebbia, sipari calati su spazi liquidi i cui movimenti, se quieti, cullano, inducono il sonno, richiamano la sicurezza di amniotica memoria; quando invece si fanno intensi risvegliano e causano l’abbandono dell’equilibrio fino alla nausea. […] Dal ponte della nave osservo le forme del ghiaccio. Su un quaderno ne annoto alcune, scritte d’istinto senza troppo meditare: testa di coccodrillo, zampa di felino, rana che sta per balzare, cavalli, figure umane che emergono dall’acqua, nave rovesciata su un lato, cigno, foche, rapace in cova col becco aperto, dorso di iguana, rinoceronte, bocca di felino, testa di toro, drago col capo rivolto al cielo, galeone, uccello che spicca il volo, cuore. (Foto e testo di Giorgio Enrico Bena, dal racconto Viaggio tra gli iceberg. Il racconto)

Il groenlandese o kalaallisut è una varietà Inuit, la lingua parlata da circa 80000 persone in Groenlandia, nelle parti settentrionali del Canada e dell’Alaska. Si presume che sia stata introdotta da gruppi provenienti dall’Alaska attorno al XII secolo e fa parte della famiglia linguistica eschimese-aleutina. Nel corso dei secoli, questi popoli si sono adattati all'ambiente spesso ostile della regione artica e hanno sviluppato una cultura strettamente legata alla natura. [...] In una terra caratterizzata da neve e ghiaccio per nove mesi all’anno, proprio la neve e il ghiaccio sono definiti da vocaboli diversi, in base alla consistenza, alla posizione o all’uso a cui sono destinati, come mostrano gli esempi seguenti. Aput è la neve sul terreno, mentre qana è la neve nell’aria o il fiocco di neve, alutninik la neve in equilibrio sul crinale di una montagna, piegnartoq la neve adatta per andare in slitta, ivu il ghiaccio costiero che in inverno si stacca all’improvviso e si slancia per decine di metri nell’entroterra, come se fosse vivo. Quali reazioni si hanno e quali sensazioni si provano in questo ambiente? Iktsuapok è quando si va davanti all’igloo per vedere se arriva qualcuno. Quinuituq è pazienza profonda, l’attesa prolungata di un evento improvviso, come quella dell’animale, spesso l’orso, nanoq, appostato accanto a un buco nel ghiaccio, in attesa che esca un pesce da catturare. (dal racconto di Tiziana Lain Scivolare tra le parole)


Abbiamo poi coinvolto altri amici che sapevamo essere stati in Groenlandia: Raffaele Tomasulo, narratore di memorabili dopocena in una casa di inuit, e Bruno Dotti, che riferisce del suo incontro con un particolare abitante dell'isola quale Robert Peroni.


Oggi abbiamo visto approdare di ritorno dalla caccia due kayak; da uno di questi è sceso un cacciatore con il suo fucile a tracolla e con il corpo di una foca. Si è caricato la preda in spalla e, risalendo la strada che costeggia la chiesa, è giunto in uno spiazzo dov’era atteso da due signore, entrambe con un piccolo attrezzo simile a un raschietto a forma di mezzaluna. La donna più anziana indossava particolari pantaloni in pelliccia di foca e stivali in pelle alti fino a metà coscia.

Si sono subito radunate molte persone. Le due esperte hanno inciso longitudinalmente con gesti rapidi e precisi la foca, l’hanno eviscerata e hanno individuato ed estratto il fegato, ricavandone tanti piccoli cubetti che hanno distribuito fra i presenti: ognuno ne ha mangiato uno ancora caldo. (Foto e testo di Raffaele Tomasulo dal racconto I dopocena in una casa inuit: frammenti di conversazioni)


A chiunque si muova su quei ghiacci Peroni noleggia un fucile, si tratta di fucili a pompa che pesano circa tre chili e mezzo e una decina di pallottole. Ti spiega poi come usarlo: quando l’orso arriva a sette-dieci metri da te e lo reputi aggressivo, fai fuoco con la prima cartuccia caricata a pallini. Non gli farà proprio niente, ma dovrebbe allontanarlo. Se non serve, devi aspettare che arrivi a meno di cinque metri… (Foto e testo di Bruno Dotti dal racconto Groenlandia: in cammino sulla costa orientale)


Lo scorso anno la voce che Giorgio, Tiziana ed io stessimo lavorando a un volume di racconti dall'Artico si è sparsa e ci sono arrivate proposte e immagini di altri viaggi, lontani spazialmente e temporalmente dalla nostra destinazione. Perciò abbiamo deciso che il libro sarebbe stato composto di due parti: “Groenlandia” la prima e “Altri ghiacci” la seconda.

Gli “altri ghiacci” del passato narrano di un sogno comune: attraversare la regione artica per raggiungere il Polo Nord. Un'attrazione che per noi ha raccontato Roberto Mantovani. Sulla spedizione “Stella Polare” del 1899-1900, in particolare, hanno scritto Andrea Pivotto e Paolo Lupo. Accanto alle loro parole, le preziose fotografie originali che ci ha concesso la Fondazione Sella di Biella. Andrea Balzola ha poi ricostruito il ruolo, nella realtà e nel cinema, dei cani «eroi a quattro zampe dell'Artico».

Tra gli “altri ghiacci” del presente ci conducono tre portfolio fotografici di Benvenuto Sambuy, Luca Cagnasso e Roberto Taberna. Dalla Groenlandia, riusciamo così a raggiungere l'Islanda, le isole Svalbard e la Terra di Francesco Giuseppe.


Laguna di Jökulsárlón, Islanda (Foto di Roberto Taberna dal portfolio

Islanda. Diamond Beach e la laguna glaciale di Jökulsárlón)


Foto di Luca Cagnasso dal portfolio Fiordi profondi e città fantasma delle Svalbard


Cap Flora – Terra di Francesco Giuseppe

(Foto di Benvenuto Sambuy dal portfolio Immagini dell’artico 2010-2024)

Dall'insieme di questi contributi è nato il volume Groenlandia e altri ghiacci. Viaggi nell'Artico fra passato e presente, che inaugura la sezione “Orizzonti” della collana “Pagine in viaggio”, diretta da Giorgio Enrico Bena per la casa editrice Neos.


Mappa dei luoghi disegnata da Giorgio Enrico Bena


La storia della Groenlandia è poco conosciuta anche perché a partire dal Settecento il colonialismo danese fece dell'isola un mondo chiuso, impenetrabile. L'apertura al resto del mondo fu un effetto collaterale della Seconda guerra mondiale e da allora i kalallit hanno pazientemente lavorato per decenni per diventare autonomi.

Nel 2023, erano evidenti le questioni aperte circa il futuro della Groenlandia: le relazioni con le grandi potenze interessate al controllo dell'Artico, il desiderio di indipendenza dalla Danimarca, la gestione delle risorse minerarie e dei crescenti flussi turistici, il rapporto con gli sconvolgimenti determinati dal riscaldamento globale.

Il dibattito politico in Kalaallit Nunaat pareva realistico e responsabile: il parlamento, il governo e l'opinione pubblica avevano compreso la pericolosità dell'espansionismo militare russo e di quello economico cinese; i progetti di indipendenza dalla Danimarca tenevano conto della sostenibilità economica non ancora raggiunta; la volontà di preservare l'ambiente naturale e la struttura sociale prevalevano sugli interessi commerciali. Pur non facendo parte dell'Unione europea, la Groenlandia gode dello status di Territorio speciale dell'Unione europea e la cooperazione economica con la UE era in via di sviluppo. Non mancavano le voci che sottolineavano il principale limite della Groenlandia come entità politica, cioè la scarsità di popolazione: gli abitanti sono circa 56 000, esattamente come quelli di un capoluogo di provincia italiano di piccole dimensioni quale, per esempio, Cuneo.

Tra gli ultimi mesi del 2024 e i primi del 2025, lo scenario è cambiato. Prima c'è stata l'apertura di due nuovi aeroporti internazionali e poi sono giunte le minacce di invasione da parte del nuovo presidente degli Stati Uniti. Per la propria sicurezza, la Groenlandia faceva conto sulla presenza militare statunitense e sull'appartenenza alla NATO: ora gli USA potrebbero trasformarsi da difensori in occupanti, e il futuro della NATO appare tutt'altro che solido.

In questo contesto, l'11 marzo 2025 i cittadini groenlandesi si sono recati alle urne per il rinnovo del parlamento dell'isola, l'Inatsisartut (letteralmente “coloro che fanno le leggi”). I risultati hanno dimostrato la maturità degli elettori: tre quarti dei voti sono andati a partiti liberali o socialisti (contrari all'ipotesi di cadere sotto il controllo diretto degli USA), mentre i populisti hanno raccolto solo un quarto dei consensi.

Implicitamente, i votanti si sono in larga maggioranza dichiarati propensi a un percorso graduale verso l'indipendenza, consapevoli che arrivarci in tempi molto brevi esporrebbe la Groenlandia, al momento economicamente molto fragile, al rischio di essere fagocitata da una grande potenza.

Il 28 marzo quattro dei cinque partiti rappresentati in parlamento (Demokraatit, Inuit Ataqatigiit, Siumut, Atassut) si sono accordati per sostenere un nuovo governo, che ha avviato una collaborazione più stretta con il Canada e l'Unione Europea.

Noi ne seguiremo il lavoro, ripensando con affetto alla vita quotidiana dei kalaallit.

 (Foto di Paolo Calvino)

 (Foto di Paolo Calvino)

 (Foto di Paolo Calvino)

 (Foto di Paolo Calvino)


Il volume

Groenlandia e altri ghiacci. Viaggi nell'Artico fra passato e presente

sarà presentato


giovedì 21 maggio

alle ore 18,30

alla libreria del Viaggiatore Lento

via Castiglione 61

Bologna


Su questa antologia si può ascoltare una conversazione tra Paolo Calvino e Livio Partiti

sul sito ilpostodelleparole.it



venerdì 6 dicembre 2024

In cammino nella Prima Zona Liguria

 

Nel Ponente ligure e nell'alta Val Tanaro si può compiere un viaggio a piedi nella Storia, che permette di comprendere come fu organizzata e combattuta la lotta di Liberazione. Dalle città della costa (Albenga, Imperia, Sanremo, Ventimiglia) si risale per le valli, accompagnati dalle parole di storici e scrittori, alla ricerca dei “casoni” e dei paesi, come Bajardo, Carpasio e Pigna, che furono il teatro della Resistenza.


La “Prima Zona Liguria” era, durante la Resistenza, l'area compresa tra il confine italo-francese e l'Albenganese: si può conoscere la sua storia mettendosi in cammino, per recuperare e condividere la memoria dei luoghi e il significato degli avvenimenti.

Dalla costa, i percorsi proposti in questa guida seguono gli spostamenti delle formazioni partigiane e si dirigono verso l'interno. Il primo itinerario parte da Albenga, attraversa Andora, Alassio, Cervo e Diano Marina, raggiunge Imperia e quindi, sulle tracce di Felice Cascione e della canzone Fischia il vento, tocca Testico, Casanova Lerrone e le frazioni di Onzo e Vendone per concludersi ad Alto. Il secondo percorso va da Sanremo a Molini di Triora, passando per Bajardo, Ceriana, Badalucco, Montalto, Carpasio, San Bernardo di Conio e il Monte Grande. Il terzo itinerario comincia a Ventimiglia e conduce a Olivetta, Airole, Rocchetta Nervina e Pigna, capitale di una importante «repubblica partigiana», per poi proseguire verso Triora, Piaggia, Upega e Carnino, fino a Fontane in Val Corsaglia.


A Carnino il Cammino nella Prima Zona Liguria interseca il Cammino nella Resistenza in provincia di Cuneo, per cui è possibile proseguire in direzione nord-est, verso le Langhe, oppure in direzione nord-ovest, nelle valli cuneesi.

La “I Zona Liguria” è stata insignita nel 1980 della medaglia d'oro al valor militare; nell'occasione, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini motivò l'onorificenza con queste parole: «Illustre fra le genti Liguri per tradizione di fierezza tenacia e antica adusanza a duro lavoro, in una terra aspra, impervia e avara di risorse, la popolazione imperiese, a prezzo di oltre 1200 caduti, 100 deportati, stragi, persecuzioni e distruzioni immani durante 20 mesi di occupazione nazifascista combatté la sua strenua Resistenza per la riconquista delle Patrie leggi e libertà, in concorso e sostegno, spesso cruenti, con le sue forze partigiane».


La guida

In cammino nella Prima Zona Liguria

si può acquistare
nelle librerie (anche online)
o dal sito dell'editore Fusta

e sarà presentata

domenica 2 agosto 2026
alle ore 15
ad Alto (CN)


Una video-presentazione della guida si trova qui.

I consigli per i pasti e i pernottamenti si trovano qui.


sul sentiero verso il Pizzo d'Evigno

Alto

il luogo della morte di Felice Cascione
a Fontane (Alto)

Monte Castell'Ermo

le Rocche della Val Tanaro

Tipografia clandestina del CLN a Sanremo (via Zeffiro Massa)
in cui si stampava "La Voce della Democrazia"
(Archivio ISRECIM)

sosta a San Giacomo tra Sanremo e Bajardo

San Bernardo di Conio

Andagna

Ciotti

lucertola ocellata
(piemonteparchi.it, foto di F. Crovetto)

Pigna, monumento alla repubblica partigiana

Pigna, San Bernardo

Pigna, centro storico

verso Colla Langan

Ospedale partigiano di Valcona Sottana, 1944
(Archivio ISRECIM)

Carnino Superiore

verso Piaggia


martedì 1 ottobre 2024

In cammino nella Prima Zona Liguria: pasti e pernottamenti

 

I viaggiatori hanno a disposizione in Rete tutte le informazioni necessarie per scegliere dove mangiare e dove dormire, tuttavia ho preparato un elenco di consigli per chi si mette In cammino nella Prima Zona Liguria: si tratta di esercizi scelti per la loro posizione, le specialità o la disponibilità nei confronti dei camminatori e degli appassionati di storia.

È sempre consigliato verificare in anticipo l'apertura delle strutture e, se possibile, prenotare. Talvolta i trasporti pubblici permettono di spostarsi verso i centri limitrofi anche per i pasti e il pernottamento: in questo modo, in alcuni casi la stessa località può servire da base per percorrere più tappe.


La guida

In cammino nella Prima Zona Liguria

si può acquistare
nelle librerie (anche online)
o dal sito dell'editore Fusta



Consigli per i pasti e i pernottamenti

Itinerario 1


1.1 – Da Albenga ad Andora

Albenga:

Bar Mina – via Martiri della Libertà, 48

Colla Micheri:

Osteria – 0182 86116



1.2 – Da Andora ad Imperia

Alassio:

Hotel Badano - via Gramsci, 36 - 0182 640964

Diano Marina:

Bar ristorante El Parador – corso Garibaldi, 19

Imperia (Oneglia):

Focacceria caffetteria Il bastione – via Matteotti, 62 – 0183 197 2968


1.5 – Da Curenna di Vendone ad Alto (Fontane)

Alto:

Osteria del Castello - via Castello, 2 - 350 161 4227

Agriturismo Olio del Casale – via Roma, 2 – 335 686 2222

Caprauna:

Rifugio Pian dell'Arma – 353 408 8728


C1.1 – Da Pian dell'Arma a Quarzina

Quarzina:

Rifugio Quarzina – 333 886 4283





C1.2 – Da Quarzina a Carnino

Carnino:

Foresteria di Carnino – 0174 086108 / 333 9117975


Itinerario 2


2.1 – Da Sanremo a Baiardo

Sanremo:

Hotel Corso - corso Cavallotti, 194 - 0184 509911

ristorante La Ciotola - via S. Stefano, 4 (centro storico Pigna) - 0184 507609

Baiardo:

caffetteria Ghirazucchina, via Roma 106

ristorante bar Jolanda, via Roma




2.4 – Da Badalucco a Carpasio

Carpasio:

ristorante La Carpasina, piazza Garibaldi, 18 - 334 107 4737

Ostello Leo Anfosso, via Tullio 12 – attualmente chiuso


2.5 – Da Carpasio a Molini di Triora

Andagna:

Casa di nonno Memè (appartamento) – 328 961 6343

Molini di Triora:

bar Capriolo, via Nuova 1


Itinerario 3


3.1 – Da Ventimiglia a Villatella

Ventimiglia:

Mercato Coperto – via della Repubblica

Villatella:

Ristorante e B&B Vecchio Frantoio – 0184 215151 / 349 644 9274


3.2 – Da Villatella a Olivetta

Rifugio non custodito Patrick Gambino, località Gerri (chiavi presso la sezione di Ventimiglia del CAI o al Ristorante Vecchio Frantoio di Villatella)



3.3 – Da Olivetta a Rocchetta Nervina

Rocchetta Nervina:

B&B e osteria La Pecora Nera – 345 469 0888

Ostello Alpi Liguri, viale Rimembranze 35 - 320 602 0330 - ostelloalpiliguri.eu

Bar La Favola


3.4 – Da Rocchetta Nervina a Pigna

Pigna:

Affittacamere e pizzeria-ristorante Sul Ponte – 340 464 2038


3.5 – Da Pigna a Triora

Langan:

Agriturismo Il Rifugio – 329 023 6494

Molini di Triora:

bar Capriolo, via Nuova 1


3.6 – Da Triora a Piaggia

Piaggia:

Locanda La Briga, via Pastorelli, 1 – 346 122 4656

Affittacamere DolceMente, via Tanarello, 4 – 346 122 4656


3.7 – Da Piaggia a Carnino

Carnino:

Foresteria di Carnino – 0174 086108 / 347 301 8685


3.8– Da Carnino a Fontane

Rifugio Mongioie (0174 390196)

Bivacco Cavarero (CAI Sezione di Mondovì, 0174 46776)

A Fontane è possibile pernottare nell'ex-edificio scolastico (gestito dall'Associazione Culturale “E Kyé”, prenotare al numero 349 3232140 - 347 8449602); per i pasti: Osteria delle Fontane (388 6258306 - 333 5334642)

A Corsaglia (6 km a N di Fontane): ristorante e albergo Corsaglia (0174 349109 – 345 7007999)


C3. 1 – Da Carnino a Quarzina

Quarzina:

Rifugio Quarzina – 333 886 4283


C3.2 – Da Quarzina a Ponte di Nava/Pian dell'Arma

Caprauna:

Rifugio Pian dell'Arma – 353 408 8728











sabato 25 maggio 2024

Ho seguito Escher

 

La straordinaria produzione artistica di Maurits Cornelis Escher ha le sue radici nei viaggi compiuti negli anni Venti e Trenta. Il giovane grafico olandese ha esplorato l’Italia centrale e meridionale, la Spagna, la Corsica, la Tunisia, Malta. Spesso, seguendo a sua volta percorsi tracciati da precedenti viaggiatori.

Il suo modo di viaggiare era stagionale, come quello di un uccello migratore; quasi sempre in compagnia di amici, come lui artisti; in treno, a piedi, con i muli, in corriera; dalla costa o dalla città verso l'interno, sempre verso l'alto, verso paesi remoti e immancabilmente costruiti sopra un cocuzzolo.

Ho ripercorso gli itinerari dell’artista, alla ricerca dei luoghi e degli incontri che sono stati decisivi nella sua vita. Volevo verificare l’impressione che ci accomunasse un modo di sentire e di viaggiare. A muovermi sono stati la curiosità per le tracce del passato, la disponibilità all’imprevisto e alla divagazione, e, più di tutto, l’interesse per le persone che ci aprono le porte di altri mondi. Il risultato è questo libro:



Ho seguito Escher è pubblicato e venduto da i libri di Mompracem.
Si trova nelle librerie (anche online).


Prossime presentazioni:

venerdì 31 luglio 2026
alle ore 17,45
piazzetta dei poeti a braccio
Barbarano Romano (VT)


Una breve biografia di M.C. Escher si trova qui.

Viaggi di Escher (1922-1936)


Anno

Meta

Località

Compagni

Opere

1922

(5 aprile – 12 giugno)

Italia

Firenze, Empoli, Poggibonsi, San Gimignano, Volterra, Siena, Orvieto, Assisi, Urbino, Calmazzo, Rimini, Ravenna, Venezia, Padova, Milano

Bas Kist e Jan van der Does de Willebois (a Firenze), Lex van der Does de Willebois (fino a San Gimignano)

San Gimignano


1922

(13 settembre – 6 novembre)

Spagna

Alicante, Tarragona, Barcellona, Madrid, Granada, Siviglia

Fiet van der Does de Willebois, Aad van Stolk (fino a Alicante)


1922-23

(11 novembre – fine febbraio)

Italia

Genova, Pisa, Siena


Tetti di Siena,

Serenata a Siena,

San Gimignano

1923

(1 marzo – fine giugno)

Campania

Napoli, Pompei, Ravello



1923

(fine giugno – 27 agosto)

Toscana

Siena



1923

(6 settembre - ?)

Italia

Siena, Orvieto, Assisi, Ravenna

genitori


1924

(16 giugno - ?)

(ottobre)

Francia

Annecy



Chartres

Jetta Umiker



Jetta Umiker




La Cattedrale sommersa

1924

(novembre)

Lazio

Frascati, Vitorchiano

Jetta Umiker

Ritratto di G. Escher-Umiker.

Vitorchiano nel Cimino

1926

(maggio)

Lazio

Palestrina, Capranica, Tivoli, Genazzano



1927

(14-15 aprile)

Lazio

Anticoli Corrado



1927

(21 aprile – 5 maggio)

Lazio

Viterbo, Tarquinia, Barbarano, Norchia

Jetta Umiker, Arturo Umiker

Barbarano

1927-28

(dicembre - gennaio)

Tunisia

Sidi Bou Said, Kairouan

Rudolf Bonnet, Nina Umiker

Torre di Babele

1928

(10-19 aprile)

Abruzzo

Ascoli Piceno, Loreto, Ortona, Fara San Martino, Sulmona


Fara San Martino

1928

(23 maggio – 25 giugno)

Corsica

Bastia, Calvi, Corte, Ota, Evisa, Bonifacio

Arturo Umiker

Bonifacio, Cittadella di Calvi, Corte

1929

(12 maggio – 10 giugno)

Abruzzo e Molise

Goriano Sicoli, Cocullo, Castrovalva, Villalago, Scanno, Villetta Barrea, Opi, Pescasseroli, Barrea, Alfedena, Pizzone, Castel San Vincenzo, Cerro al Volturno, Forlì del Sannio, Castel di Sangro, Pettorano sul Gizio, Sulmona

Giuseppe Haas-Triverio, Robert Schiess

Goriano Sicoli, Genazzano, Cerro al Volturno, Strada di Scanno, Castrovalva, Il ponte, Opi, Natura morta con specchio, Belvedere


1930

(28 aprile – 25 maggio)

Calabria

Pizzo, Tropea, Scilla, Reggio Calabria, Melito, Pentedattilo, Palizzi, Stilo, Catanzaro, Monasterace, Squillace, Crotone, Santa Severina, Cariati, Rossano, Spezzano Albanese, Castrovillari, Morano, Trebisacce, Rocca Imperiale

Giuseppe Haas-Triverio, Robert Schiess, Jean Rousset

Palizzi, Morano, Pentedattilo (3), Fiumara di Stilo, Cattolica di Stilo, Scilla (2), Tropea, Santa Severina, Rocca Imperiale, Rossano, Sogno

1931

(giugno)

Campania

Ravello, Positano, Atrani, Maiori, Minori, Amalfi

Jetta Umiker

Vicolo coperto a Atrani, Case diroccate di Atrani, Ravello e la costa dI Amalfi, Costa di Amalfi (2), San Cosimo (2), Fattoria di Ravello, Turello, Carrubo, Atrani (visto da Pontone), Porta Maria dell'Ospidale, San Giovanni in Campidoglio, Leone della fontana nella piazza di Ravello, Case di Positano,

Sogno, Metamorfosi, Metamorfosi II, Relatività, Cascata, Metamorfosi III

1932

(22 aprile – 20 maggio)

Sicilia

Palermo, Corleone, Cefalù, Tindari, Milazzo, Lipari, Taormina, Giarre, Randazzo, Bronte, Cesarò, Troina, Cerami, Nicosia, Sperlinga, Enna, Calascibetta, Gangi, Petralia Sottana, Caltavuturo, Sclafani, Calatafimi, Segesta, Castellammare, Monreale

Giuseppe Haas-Triverio

Gangi, Tempio di Segesta, Castelmola, Cattedrale di Cefalù, Abitazioni rupestri vicino a Sperlinga, Randazzo e il Monte Etna, Il Monte Etna vicino a Bronte, Caltavuturo nelle Madonie, Chiostro di Monreale, Sclafani, Cesarò e il Monte Etna, Colata di lava del 1928,

1933

(2-30 maggio)

Corsica

Calvi, Piana, Porto, Corte, Nonza, Bastia

Giuseppe Haas-Triverio, Robert Schiess

Pineta di Calvi, Chiesa di Corte, Calvi: il borgo dei pescatori, Golfo di Porto, Vecchio ulivo, Rimorchiatore nel vecchio porto di Bastia, Calanchi , Calanchi di Piana, Nonza, Su e giù

1934

(luglio - agosto)

Belgio

Sint-Idesbald, Gand Bruges, Tournai

Jetta Umiker

San Bavone (Gand), Cattedrale di Tournai

1935

(9-31 maggio)

Sicilia e Malta

Palermo, Trapani, Selinunte Castelvetrano, Sciacca, Caltabellotta, Agrigento, Ragusa, Siracusa, La Valletta

Giuseppe Haas-Triverio

Senglea (Malta), Selinunte, Balconata, Galleria di stampe

1936

(26 aprile – 28 giugno)

Italia, Malta, Spagna

Trieste, Fiume, Venezia, Ancona, Bari, Catania, Giarre, Nunziata, La Valletta, Messina, Genova, Marsiglia, Barcellona, Valencia, Cuenca, Sagunto, Alicante, Elche, Cartagena, Almeria, Granada, Guadix, Ronda, Cordova, Siviglia, Savona, Livorno, Pisa, Napoli

Jetta Umiker (da Genova a Savona)

Casa nella lava vicino a Nunziata, Mercantile, Venezia, Ancona, Catania, Marsiglia, Torre pendente (Pisa), Piano di Sant'Andrea (Genova), Natura morta e strada, Oblò



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