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venerdì 6 settembre 2024

Ho seguito Escher a Ravello

 

A novembre del 1922 MC Escher torna a Siena, dove si fermerà per quasi quattro mesi, nuovamente alloggiato nella pensione della signora Alessandri. [...] Un'anziana signora danese ospite della pensione magnifica a Escher i paesaggi e le architetture dell'Italia meridionale e in particolare gli consiglia di soggiornare a Ravello. Il primo marzo del 1923 MCE parte per Napoli. [...] Si trattiene una decina di giorni, poi visita Pompei e il 14 marzo arriva a Ravello, dove conta di fermarsi a lungo, seguendo il consiglio della signora danese. Si stabilisce all'Albergo del Toro, che la guida Baedeker definisce una «bonne maison italienne». [...] 

La camera dell'Albergo del Toro in cui soggiornò Escher

Nello stesso albergo, a fine mese, giungono il signor Arturo Umiker, sua moglie e una delle loro figlie. Umiker è un industriale svizzero, mentre sua moglie, Enrichetta Cattaneo, è milanese. La figlia, la maggiore di tre, è nata a Milano il 26 dicembre 1897, il suo nome è Giulia ma la chiamano Jetta. Nel 1900 la famiglia Umiker si era trasferita a Mosca, nel quartiere Nakhabino, dove il padre possedeva una filanda. Dopo la rivoluzione del 1917, Jetta, i genitori e le due sorelle minori riuscirono a tornare in Europa fuggendo in Finlandia.

[...] 

A Ravello MCE lavora intensamente, perché vuole migliorare nel disegno. Il 31 marzo si rade la barba per l'ultima volta. Osserva gli accoppiamenti delle lucertole e li descrive in una lettera a Jan. Il 5 giugno cambia argomento: all'amico racconta che al tavolo di fianco al suo è seduta una ragazza di venticinque anni; sta mangiando un biscotto e, a causa del caldo, indossa una camicetta senza maniche; le braccia delle ragazze lo turbano – confida Mauk – specialmente se sottili e leggermente abbronzate. Si rende conto di non aver più scritto all'amico da quando ha conosciuto Jetta. Non può far altro che scrivere di lei [...]

Ventinove dicembre Dodici

Per andare a piedi da Amalfi a Ravello ho chiesto informazioni ai passanti di fronte al museo, ma i primi che interpellato non sapevano darmi una risposta. Mi è stata poi indicata una scalinata a pochi passi di distanza. Con mille gradini sono arrivato a Pontone e in un'ora a Ravello.

Sul sentiero da Amalfi a Ravello

[...] Da Villa Cimbrone di Ravello, mi incammino verso Atrani, scendendo le scalinate che portano a Castiglione. Presso la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, c'è il punto dal quale, il 25 maggio 1931, MCE disegnò, a colori, uno scorcio di Atrani, con il campanile della Collegiata di Santa Maria Maddalena al centro della composizione.



Escher ha usato la parola “nostalgia” in un'intervista rilasciata molti anni dopo, a proposito di ciò che emanano le sue stampe: in esse, ha spiegato il grafico, si ritrova l'architettura dell'Italia meridionale, l'impasto di influenze normanne, romaniche e arabe, e in particolare gli elementi che osservò e disegnò lungo la costa amalfitana, a Ravello, Positano, Atrani, Maiori, Minori e Amalfi.

Per esempio, nella stampa Case di Positano, dell'agosto 1934, sono evidenti alcuni degli interessi di MCE: le scale, le case cubiche e i tetti a cupola (Escher li definì “a panino”) tipici della Costiera Amalfitana. Nell'incisione Sogno dell'aprile 1935, il loggiato in cui è ambientato il sogno replica le arcate della chiesa della Madonna dell'Ospedale di Ravello, di cui MCE aveva realizzato uno schizzo nel maggio 1931.

Della litografia Cascata, del 1961, una delle opere più famose di Escher, tutti ricordano il mulino in primo piano, sul cui bizzarro loggiato l'acqua scorre in un circolo impossibile; pochi notano che lo sfondo, di un grigio molto chiaro, è una collina terrazzata: MCE l'aveva disegnata nell'entroterra di Ravello, durante i soggiorni degli anni Venti, molto probabilmente nella gola del Dragone, il torrente che scorre tra Scala e Ravello e sfocia poi ad Atrani. Inoltre, nella stessa opera, la casa in basso a destra è sormontata da un tetto a cupola e la donna che stende i panni è un particolare che l'artista può aver disegnato osservando una terrazza della zona.

Ai primi di luglio del 1931, in Olanda, Escher si mette al lavoro sulle immagini che ha disegnato e fotografato durante il soggiorno a Ravello. La prima litografia che ricava, ad agosto, è Atrani, Costa di Amalfi. È probabilmente nata da una fotografia in cui in primo piano compare Jetta, e sullo sfondo il promontorio di Atrani, ricoperto per buona parte di case, che termina con la Collegiata di Santa Maria Maddalena. Contiene molti degli elementi preferiti da Mauk: scale, cupole, edifici bianche e squadrati, un campanile a più livelli, una parete rocciosa verticale. Atrani e la sua Collegiata ritorneranno nella xilografia Metamorfosi del maggio 1937 – in cui costituiscono l'estremità sinistra della trasformazione –, in Metamorfosi II - realizzata tra il novembre 1939 e il marzo 1940, dove il grafico aggiunge alla Collegiata una torre che permette la trasformazione di Atrani in una scacchiera con i pezzi del gioco – e infine in Metamorfosi III, del 1968, più estesa ma simile alla precedente. Escher ha affermato che la torre immaginaria e la scacchiera sono nate «per una associazione di idee più o meno casuale».

A L'Aja, in estate Escher incontra l'incisore Fokko Mees, con cui si consulta sulla tecnica del bulino. A settembre, inizia a sperimentare questo strumento; la prima incisione che realizza è un cartoncino di invito per una mostra in programma a ottobre a L'Aja: l'immagine al centro è un leone, il cui originale marmoreo MCE aveva disegnato a Ravello. Si trovava in origine nel ciborio del duomo, in coppia con la statua di un bue. Nel Settecento, i due simboli degli evangelisti Marco e Luca vennero posizionati sulla Fontana Moresca, nella piazza omonima di Ravello, da dove furono rubati negli anni Settanta. Oggi se ne possono vedere le copie. 


Nello stesso duomo, Escher si era fermato a ricopiare le decorazioni geometriche del pulpito, sorretto da sei colonne su leoni stilofori, realizzato nel 1272 da Nicola di Bartolomeo da Foggia grazie a una donazione del mercante Nicola Rufolo.


Novembre è un mese di intensa attività: Escher realizza un'altra incisione, che raffigura un vicolo coperto di Atrani, una litografia con un panorama dello stesso paese e una con una vista di Ravello. A dicembre produce una xilografia della costa di Amalfi, a gennaio del 1932 un'incisione e una litografia del santuario dei Santi Cosma e Damiano di Ravello: era una piccola chiesa costruita in una parete rocciosa, oggi non più visibile perché inglobata negli anni Sessanta da un edificio molto più grande. Nel febbraio 1932 realizza due xilografie, un carrubo sporgente da una scogliera e una vista di Atrani presa da Pontone, e due incisioni: Porta Maria dell'Ospidale, Ravello e San Giovanni in Campidoglio. Quest'ultima raffigura la chiesa di San Giovanni Battista dell'Acqua e il suo campanile in stile moresco. A marzo stampa un'incisione del leone della Fontana Moresca e una litografia della frazione Torello: la chiesa duecentesca di San Michele Arcangelo, con un esonartece a tre archi, occupa la parte centrale e intorno ha diversi piani di terrazzamenti.  

(Da Ho seguito Escher. In viaggio con l'artista in Italia, Spagna, Corsica, Tunisia, Malta,

i libri di Mompracem, Firenze 2024)







Il 17 settembre 2024, all'Albergo del Toro, ho conosciuto Bruno Mansi, l'editore che con i tipi di Il Punto pubblicò nel 1984 La Costa di Amalfi di Maurits Cornelis Escher (1923-1934) di Massimo Bignardi: un elegante volume in cui lo studioso ricostruisce i soggiorni e il lavoro di MCE a Ravello e li inserisce nel contesto della vita culturale locale negli anni Trenta. Grazie a uomini di cultura come Mansi e ai proprietari dell'Albergo del Toro che ne conservano la memoria, Escher «a Ravello è visto come un concittadino». Sono anche venuto a sapere che a Scala, a due chilometri da Ravello, un secolo fa viveva una comunità di artisti danesi: la signora che diede a Mauk il più prezioso dei consigli di viaggio forse vi aveva vissuto per un certo tempo?


Madonna dell'Ospedale, interno:
la struttura di questa chiesa
si ritrova nella xilografia
di MCE Sogno (1935)


Ho seguito Escher anche:

 - a Orvieto

- in Abruzzo






- a Malta

- a Genova

- ad Ancona

- a Savona


sabato 25 maggio 2024

Ho seguito Escher

 

La straordinaria produzione artistica di Maurits Cornelis Escher ha le sue radici nei viaggi compiuti negli anni Venti e Trenta. Il giovane grafico olandese ha esplorato l’Italia centrale e meridionale, la Spagna, la Corsica, la Tunisia, Malta. Spesso, seguendo a sua volta percorsi tracciati da precedenti viaggiatori.

Il suo modo di viaggiare era stagionale, come quello di un uccello migratore; quasi sempre in compagnia di amici, come lui artisti; in treno, a piedi, con i muli, in corriera; dalla costa o dalla città verso l'interno, sempre verso l'alto, verso paesi remoti e immancabilmente costruiti sopra un cocuzzolo.

Ho ripercorso gli itinerari dell’artista, alla ricerca dei luoghi e degli incontri che sono stati decisivi nella sua vita. Volevo verificare l’impressione che ci accomunasse un modo di sentire e di viaggiare. A muovermi sono stati la curiosità per le tracce del passato, la disponibilità all’imprevisto e alla divagazione, e, più di tutto, l’interesse per le persone che ci aprono le porte di altri mondi. Il risultato è questo libro:



Ho seguito Escher è pubblicato e venduto da i libri di Mompracem.
Si trova nelle librerie (anche online).


Prossime presentazioni:

venerdì 31 luglio 2026
alle ore 17,45
piazzetta dei poeti a braccio
Barbarano Romano (VT)


Una breve biografia di M.C. Escher si trova qui.

Viaggi di Escher (1922-1936)


Anno

Meta

Località

Compagni

Opere

1922

(5 aprile – 12 giugno)

Italia

Firenze, Empoli, Poggibonsi, San Gimignano, Volterra, Siena, Orvieto, Assisi, Urbino, Calmazzo, Rimini, Ravenna, Venezia, Padova, Milano

Bas Kist e Jan van der Does de Willebois (a Firenze), Lex van der Does de Willebois (fino a San Gimignano)

San Gimignano


1922

(13 settembre – 6 novembre)

Spagna

Alicante, Tarragona, Barcellona, Madrid, Granada, Siviglia

Fiet van der Does de Willebois, Aad van Stolk (fino a Alicante)


1922-23

(11 novembre – fine febbraio)

Italia

Genova, Pisa, Siena


Tetti di Siena,

Serenata a Siena,

San Gimignano

1923

(1 marzo – fine giugno)

Campania

Napoli, Pompei, Ravello



1923

(fine giugno – 27 agosto)

Toscana

Siena



1923

(6 settembre - ?)

Italia

Siena, Orvieto, Assisi, Ravenna

genitori


1924

(16 giugno - ?)

(ottobre)

Francia

Annecy



Chartres

Jetta Umiker



Jetta Umiker




La Cattedrale sommersa

1924

(novembre)

Lazio

Frascati, Vitorchiano

Jetta Umiker

Ritratto di G. Escher-Umiker.

Vitorchiano nel Cimino

1926

(maggio)

Lazio

Palestrina, Capranica, Tivoli, Genazzano



1927

(14-15 aprile)

Lazio

Anticoli Corrado



1927

(21 aprile – 5 maggio)

Lazio

Viterbo, Tarquinia, Barbarano, Norchia

Jetta Umiker, Arturo Umiker

Barbarano

1927-28

(dicembre - gennaio)

Tunisia

Sidi Bou Said, Kairouan

Rudolf Bonnet, Nina Umiker

Torre di Babele

1928

(10-19 aprile)

Abruzzo

Ascoli Piceno, Loreto, Ortona, Fara San Martino, Sulmona


Fara San Martino

1928

(23 maggio – 25 giugno)

Corsica

Bastia, Calvi, Corte, Ota, Evisa, Bonifacio

Arturo Umiker

Bonifacio, Cittadella di Calvi, Corte

1929

(12 maggio – 10 giugno)

Abruzzo e Molise

Goriano Sicoli, Cocullo, Castrovalva, Villalago, Scanno, Villetta Barrea, Opi, Pescasseroli, Barrea, Alfedena, Pizzone, Castel San Vincenzo, Cerro al Volturno, Forlì del Sannio, Castel di Sangro, Pettorano sul Gizio, Sulmona

Giuseppe Haas-Triverio, Robert Schiess

Goriano Sicoli, Genazzano, Cerro al Volturno, Strada di Scanno, Castrovalva, Il ponte, Opi, Natura morta con specchio, Belvedere


1930

(28 aprile – 25 maggio)

Calabria

Pizzo, Tropea, Scilla, Reggio Calabria, Melito, Pentedattilo, Palizzi, Stilo, Catanzaro, Monasterace, Squillace, Crotone, Santa Severina, Cariati, Rossano, Spezzano Albanese, Castrovillari, Morano, Trebisacce, Rocca Imperiale

Giuseppe Haas-Triverio, Robert Schiess, Jean Rousset

Palizzi, Morano, Pentedattilo (3), Fiumara di Stilo, Cattolica di Stilo, Scilla (2), Tropea, Santa Severina, Rocca Imperiale, Rossano, Sogno

1931

(giugno)

Campania

Ravello, Positano, Atrani, Maiori, Minori, Amalfi

Jetta Umiker

Vicolo coperto a Atrani, Case diroccate di Atrani, Ravello e la costa dI Amalfi, Costa di Amalfi (2), San Cosimo (2), Fattoria di Ravello, Turello, Carrubo, Atrani (visto da Pontone), Porta Maria dell'Ospidale, San Giovanni in Campidoglio, Leone della fontana nella piazza di Ravello, Case di Positano,

Sogno, Metamorfosi, Metamorfosi II, Relatività, Cascata, Metamorfosi III

1932

(22 aprile – 20 maggio)

Sicilia

Palermo, Corleone, Cefalù, Tindari, Milazzo, Lipari, Taormina, Giarre, Randazzo, Bronte, Cesarò, Troina, Cerami, Nicosia, Sperlinga, Enna, Calascibetta, Gangi, Petralia Sottana, Caltavuturo, Sclafani, Calatafimi, Segesta, Castellammare, Monreale

Giuseppe Haas-Triverio

Gangi, Tempio di Segesta, Castelmola, Cattedrale di Cefalù, Abitazioni rupestri vicino a Sperlinga, Randazzo e il Monte Etna, Il Monte Etna vicino a Bronte, Caltavuturo nelle Madonie, Chiostro di Monreale, Sclafani, Cesarò e il Monte Etna, Colata di lava del 1928,

1933

(2-30 maggio)

Corsica

Calvi, Piana, Porto, Corte, Nonza, Bastia

Giuseppe Haas-Triverio, Robert Schiess

Pineta di Calvi, Chiesa di Corte, Calvi: il borgo dei pescatori, Golfo di Porto, Vecchio ulivo, Rimorchiatore nel vecchio porto di Bastia, Calanchi , Calanchi di Piana, Nonza, Su e giù

1934

(luglio - agosto)

Belgio

Sint-Idesbald, Gand Bruges, Tournai

Jetta Umiker

San Bavone (Gand), Cattedrale di Tournai

1935

(9-31 maggio)

Sicilia e Malta

Palermo, Trapani, Selinunte Castelvetrano, Sciacca, Caltabellotta, Agrigento, Ragusa, Siracusa, La Valletta

Giuseppe Haas-Triverio

Senglea (Malta), Selinunte, Balconata, Galleria di stampe

1936

(26 aprile – 28 giugno)

Italia, Malta, Spagna

Trieste, Fiume, Venezia, Ancona, Bari, Catania, Giarre, Nunziata, La Valletta, Messina, Genova, Marsiglia, Barcellona, Valencia, Cuenca, Sagunto, Alicante, Elche, Cartagena, Almeria, Granada, Guadix, Ronda, Cordova, Siviglia, Savona, Livorno, Pisa, Napoli

Jetta Umiker (da Genova a Savona)

Casa nella lava vicino a Nunziata, Mercantile, Venezia, Ancona, Catania, Marsiglia, Torre pendente (Pisa), Piano di Sant'Andrea (Genova), Natura morta e strada, Oblò



Ho seguito Escher:

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- in Abruzzo


- a Ravello

- in Calabria




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- a Genova

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- a Savona



venerdì 28 dicembre 2012

Il mito si fa realtà alla Reggia di Caserta?








Il treno che mi ha portato da Salerno a Caserta ferma anche a Nola, così ho potuto rendere omaggio al suo cittadino più illustre, Giordano Bruno. Nel 1585 Bruno aveva pubblicato De gli eroici furori, in cui aveva introdotto la nuova figura del furioso: se il sapiente è colui che sa contemplare con distacco le vicissitudini del mondo, il furioso è colui che sa cogliere l’unità della natura e raggiungere la felicità nella sua forma più piena. 


Questo non significa che il furioso possa superare i limiti umani e vedere il Dio-luce assoluto; egli rimane nell'ombra di Dio, che è l'universo, ma ne vede l'unità. Di più un umano non può ottenere. L'eroico furore non è una forma di misticismo, l'uomo non si può "indiare", così come Dio, secondo l'antitrinitario Bruno, non si può incarnare. Il furioso, che aspira a Dio, può fondersi con l'Uno, il Tutto, soltanto riconoscendo la propria unità con la Natura, che del Dio-Uno è il riflesso.
Per chiarire questo passaggio Bruno riprende dalla mitologia greca la vicenda di Atteone, un cacciatore che, colpevole di essere riuscito a vedere l'immagine dell'amata dea Diana riflessa in uno specchio d'acqua, venne dalla dea tramutato in un cervo, per poi essere inseguito e sbranato dai propri stessi cani. Bruno spiega che Atteone rappresenta «l'intelletto intento alla caccia della divina sapienza, all’apprensione della beltà divina»: poiché l'intelletto diventa ciò che apprende, esso si confonde con la Natura dopo averne contemplato la totalità, simboleggiata da Diana.
Bruno intende la conoscenza come un rapporto d’amore con l’oggetto dello studio, in questo caso la Natura universalmente animata. Il furioso è mosso dal desiderio amoroso verso ogni sua parte e la conoscenza, che è identificazione con l’oggetto conosciuto, è per lui fonte di gioia: così come Atteone diviene preda della propria caccia, egli scopre che non è più necessario cercare fuori di sé la divinità.



Nel 1752 Vanvitelli volle il mito di Diana e Atteone rappresentato in un gruppo scultoreo nella reggia commissionatagli da Carlo di Borbone, per la precisione là dove il parco si chiude con una scenografica cascata che scende dalle montagne retrostanti grazie ad un acquedotto appositamente scavato.




Verso l'orario di chiusura, poco prima del tramonto, quando i visitatori si sono ormai tutti incamminati per tornare alla reggia, i cani da caccia cominciano a muoversi e cercano veramente di sbranare Atteone, il quale prova a sfuggire i loro morsi e, contemporaneamente, la condizione marmorea in cui è da secoli imprigionato.