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sabato 25 maggio 2024

Ho seguito Escher

 

La straordinaria produzione artistica di Maurits Cornelis Escher ha le sue radici nei viaggi compiuti negli anni Venti e Trenta. Il giovane grafico olandese ha esplorato l’Italia centrale e meridionale, la Spagna, la Corsica, la Tunisia, Malta. Spesso, seguendo a sua volta percorsi tracciati da precedenti viaggiatori.

Il suo modo di viaggiare era stagionale, come quello di un uccello migratore; quasi sempre in compagnia di amici, come lui artisti; in treno, a piedi, con i muli, in corriera; dalla costa o dalla città verso l'interno, sempre verso l'alto, verso paesi remoti e immancabilmente costruiti sopra un cocuzzolo.

Ho ripercorso gli itinerari dell’artista, alla ricerca dei luoghi e degli incontri che sono stati decisivi nella sua vita. Volevo verificare l’impressione che ci accomunasse un modo di sentire e di viaggiare. A muovermi sono stati la curiosità per le tracce del passato, la disponibilità all’imprevisto e alla divagazione, e, più di tutto, l’interesse per le persone che ci aprono le porte di altri mondi. Il risultato è questo libro:



Ho seguito Escher è pubblicato e venduto da i libri di Mompracem.
Si trova nelle librerie (anche online).


Prossime presentazioni:

venerdì 31 luglio 2026
alle ore 17,45
piazzetta dei poeti a braccio
Barbarano Romano (VT)


Una breve biografia di M.C. Escher si trova qui.

Viaggi di Escher (1922-1936)


Anno

Meta

Località

Compagni

Opere

1922

(5 aprile – 12 giugno)

Italia

Firenze, Empoli, Poggibonsi, San Gimignano, Volterra, Siena, Orvieto, Assisi, Urbino, Calmazzo, Rimini, Ravenna, Venezia, Padova, Milano

Bas Kist e Jan van der Does de Willebois (a Firenze), Lex van der Does de Willebois (fino a San Gimignano)

San Gimignano


1922

(13 settembre – 6 novembre)

Spagna

Alicante, Tarragona, Barcellona, Madrid, Granada, Siviglia

Fiet van der Does de Willebois, Aad van Stolk (fino a Alicante)


1922-23

(11 novembre – fine febbraio)

Italia

Genova, Pisa, Siena


Tetti di Siena,

Serenata a Siena,

San Gimignano

1923

(1 marzo – fine giugno)

Campania

Napoli, Pompei, Ravello



1923

(fine giugno – 27 agosto)

Toscana

Siena



1923

(6 settembre - ?)

Italia

Siena, Orvieto, Assisi, Ravenna

genitori


1924

(16 giugno - ?)

(ottobre)

Francia

Annecy



Chartres

Jetta Umiker



Jetta Umiker




La Cattedrale sommersa

1924

(novembre)

Lazio

Frascati, Vitorchiano

Jetta Umiker

Ritratto di G. Escher-Umiker.

Vitorchiano nel Cimino

1926

(maggio)

Lazio

Palestrina, Capranica, Tivoli, Genazzano



1927

(14-15 aprile)

Lazio

Anticoli Corrado



1927

(21 aprile – 5 maggio)

Lazio

Viterbo, Tarquinia, Barbarano, Norchia

Jetta Umiker, Arturo Umiker

Barbarano

1927-28

(dicembre - gennaio)

Tunisia

Sidi Bou Said, Kairouan

Rudolf Bonnet, Nina Umiker

Torre di Babele

1928

(10-19 aprile)

Abruzzo

Ascoli Piceno, Loreto, Ortona, Fara San Martino, Sulmona


Fara San Martino

1928

(23 maggio – 25 giugno)

Corsica

Bastia, Calvi, Corte, Ota, Evisa, Bonifacio

Arturo Umiker

Bonifacio, Cittadella di Calvi, Corte

1929

(12 maggio – 10 giugno)

Abruzzo e Molise

Goriano Sicoli, Cocullo, Castrovalva, Villalago, Scanno, Villetta Barrea, Opi, Pescasseroli, Barrea, Alfedena, Pizzone, Castel San Vincenzo, Cerro al Volturno, Forlì del Sannio, Castel di Sangro, Pettorano sul Gizio, Sulmona

Giuseppe Haas-Triverio, Robert Schiess

Goriano Sicoli, Genazzano, Cerro al Volturno, Strada di Scanno, Castrovalva, Il ponte, Opi, Natura morta con specchio, Belvedere


1930

(28 aprile – 25 maggio)

Calabria

Pizzo, Tropea, Scilla, Reggio Calabria, Melito, Pentedattilo, Palizzi, Stilo, Catanzaro, Monasterace, Squillace, Crotone, Santa Severina, Cariati, Rossano, Spezzano Albanese, Castrovillari, Morano, Trebisacce, Rocca Imperiale

Giuseppe Haas-Triverio, Robert Schiess, Jean Rousset

Palizzi, Morano, Pentedattilo (3), Fiumara di Stilo, Cattolica di Stilo, Scilla (2), Tropea, Santa Severina, Rocca Imperiale, Rossano, Sogno

1931

(giugno)

Campania

Ravello, Positano, Atrani, Maiori, Minori, Amalfi

Jetta Umiker

Vicolo coperto a Atrani, Case diroccate di Atrani, Ravello e la costa dI Amalfi, Costa di Amalfi (2), San Cosimo (2), Fattoria di Ravello, Turello, Carrubo, Atrani (visto da Pontone), Porta Maria dell'Ospidale, San Giovanni in Campidoglio, Leone della fontana nella piazza di Ravello, Case di Positano,

Sogno, Metamorfosi, Metamorfosi II, Relatività, Cascata, Metamorfosi III

1932

(22 aprile – 20 maggio)

Sicilia

Palermo, Corleone, Cefalù, Tindari, Milazzo, Lipari, Taormina, Giarre, Randazzo, Bronte, Cesarò, Troina, Cerami, Nicosia, Sperlinga, Enna, Calascibetta, Gangi, Petralia Sottana, Caltavuturo, Sclafani, Calatafimi, Segesta, Castellammare, Monreale

Giuseppe Haas-Triverio

Gangi, Tempio di Segesta, Castelmola, Cattedrale di Cefalù, Abitazioni rupestri vicino a Sperlinga, Randazzo e il Monte Etna, Il Monte Etna vicino a Bronte, Caltavuturo nelle Madonie, Chiostro di Monreale, Sclafani, Cesarò e il Monte Etna, Colata di lava del 1928,

1933

(2-30 maggio)

Corsica

Calvi, Piana, Porto, Corte, Nonza, Bastia

Giuseppe Haas-Triverio, Robert Schiess

Pineta di Calvi, Chiesa di Corte, Calvi: il borgo dei pescatori, Golfo di Porto, Vecchio ulivo, Rimorchiatore nel vecchio porto di Bastia, Calanchi , Calanchi di Piana, Nonza, Su e giù

1934

(luglio - agosto)

Belgio

Sint-Idesbald, Gand Bruges, Tournai

Jetta Umiker

San Bavone (Gand), Cattedrale di Tournai

1935

(9-31 maggio)

Sicilia e Malta

Palermo, Trapani, Selinunte Castelvetrano, Sciacca, Caltabellotta, Agrigento, Ragusa, Siracusa, La Valletta

Giuseppe Haas-Triverio

Senglea (Malta), Selinunte, Balconata, Galleria di stampe

1936

(26 aprile – 28 giugno)

Italia, Malta, Spagna

Trieste, Fiume, Venezia, Ancona, Bari, Catania, Giarre, Nunziata, La Valletta, Messina, Genova, Marsiglia, Barcellona, Valencia, Cuenca, Sagunto, Alicante, Elche, Cartagena, Almeria, Granada, Guadix, Ronda, Cordova, Siviglia, Savona, Livorno, Pisa, Napoli

Jetta Umiker (da Genova a Savona)

Casa nella lava vicino a Nunziata, Mercantile, Venezia, Ancona, Catania, Marsiglia, Torre pendente (Pisa), Piano di Sant'Andrea (Genova), Natura morta e strada, Oblò



Ho seguito Escher:

-  a Orvieto

- in Abruzzo


- a Ravello

- in Calabria




- a Malta

- a Genova

- ad Ancona

- a Savona



giovedì 13 ottobre 2022

Dar Am Taïeb - Musée Privé d'Art Contemporain

 

Sono arrivato tardi, di otto mesi. Taïeb Ben Hadj Ahmed, il maggiore artista contemporaneo di Sousse e fra i più importanti della Tunisia, è morto a febbraio, a soli 73 anni.

Il museo a cui ha dato vita è ancora aperto. È la sua casa, in cui ha fatto crescere le sue opere. Dalla Medina della città, bisogna uscire dalle mura attraverso la porta occidentale, Bab El Gharbi, e seguire le frecce marroni. Una passeggiata di una decina di minuti.
A Dar Am Taïeb mi accolgono la vedova, una delle figlie e una nipotina. Mi aprono, una dopo l'altra, le tante stanze in cui l'artista ha accumulato le sue opere.

Ci sono gli "uomini farciti", il cui corpo è formato da taniche piene di oggetti, con i quali Taïeb affrontò le questioni del consumismo e dell'inquinamento che ne deriva.

Ci sono le figure dell'antimilitarista "Marcia verso l'inferno ".


Ci sono figure umane e animali.




Un paio di tartarughe sono davvero vive, e mi stupisco quando ne vedo una muovere la testa fuori e dentro il carapace.

Altre opere si potrebbero definire surrealiste.

Tutte le sue creazioni sono realizzate con materiali di recupero, che l'artista scovava o che gli venivano regalati in grandi quantità, come le centinaia di elmetti dell'esercito ammassati in vari angoli della casa-museo.


Molti sono lavori che mostrano la bellezza che nasce dall'accumulazione. Un pennello da solo può essere insignificante, ma decine di pennelli, applicati su un supporto, diventano una bella immagine.



Lo stesso vale per le sveglie, le lampade, le macchine fotografiche, gli asciugacapelli, gli occhiali e decine di altri oggetti.










La figlia di Taïeb mi racconta che da giovane suo padre lavorò come cuoco in un ristorante. C'è ovviamente una continuità tra il cucinare e il creare opere d'arte. Taïeb ha sintetizzato il senso della sua attività in un motto, che ha scritto e appeso in un cortile della casa.



La bellezza delle sue opere è la stessa delle squame di un pesce, e da cuoco sarà spesso stato al mercato del pesce di Sousse, a Bab El Jedid, o addirittura al mercato all'ingrosso al porto. La stessa bellezza l'avrà osservata sui banchi dei venditori di frutta e verdura. Ma tutti i mercanti dei souk tunisini seguono questa estetica nell'esporre le loro merci. È anche la bellezza di un tessuto su cui si ripete un motivo o una figura, o delle ceramiche dell'arte islamica, in cui si ripetono innumerevoli volte gli elementi geometrici di base.
Taïeb ha saputo aggiungere la bellezza dei materiali: legni, metalli, corde, cuoio e gomma.


venerdì 7 ottobre 2022

I treni di Gabès

 

La stazione di Tunisi si trova in place Barcelona, che è anche la principale stazione della metropolitana della città.


Le ferrovie tunisine si sono sviluppate verso il sud del Paese a partire dal 1899 per il trasporto dei fosfati, ancora oggi una risorsa che viaggia su treni merci.


La linea principale collega Tunisi a Gabès, 415 chilometri più a sud, con fermate nelle altre grandi città, Sousse e Sfax.



Da Sfax parte una linea verso ovest, che termina a Gafsa. Non ci sono più in servizio treni per Tozeur e neanche per Metlaoui, anche se questi ultimi sono ancora indicati nell'orario ufficiale pubblicato sul sito delle ferrovie tunisine e affisso in stazione.

Talvolta anche alcuni treni per Gabès e Gafsa vengono soppressi, per cui è sempre meglio chiedere informazioni nelle biglietterie.

In tutte le stazioni ci sono biglietterie con personale (che parla francese): la Tunisia è per ora ancora un Paese civile che non ha adottato la fregatura del self-service (ovvero far lavorare il cliente e ridurre il personale).

Anche se sul biglietto è stampato il numero di un posto a sedere, sul treno ci si siede dove si trova posto.

Se si acquista un biglietto di andata e ritorno, si ha uno sconto del 15%. Si riceve un biglietto che contiene il numero e l'orario del treno per il viaggio di andata, e la scadenza del viaggio di ritorno (10 giorni); questo biglietto va conservato e, il giorno del viaggio di ritorno, presentato in biglietteria per ricevere la "confirmation", cioè il biglietto che riporta i dati del treno.

Altro segno di civiltà: sui treni tunisini i ferrovieri passano a controllare i biglietti, e fanno rispettare la distinzione tra prima e seconda classe (non esiste più la classe 
Confort, ancora segnalata da alcuni siti e guide, e non sono più in servizio le carrozze ristorante).

Inoltre, solitamente i passeggeri parlano tra loro o al telefono a bassa voce (i tunisini sono persone gentili e ben educate, una boccata d'ossigeno per chi soffoca nella maleducazione prevalente in Italia).

Da Sousse c'è una diramazione verso Monastir e Mahdia, che si chiama Metro du Sahel (il nome può creare confusione: questo Sahel non è la regione dell'Africa a sud del Sahara, ma la zona costiera della Tunisia dal Golfo di Hammamet al Golfo di Gabès).

I treni per Monastir (35 minuti di viaggio) e per Mahdia (1 ora e 45 minuti) non partono dalla stazione principale, ma dalla stazione Bab Jedid, circa 2 chilometri a sud-est, in avenue Mohammed V.


Il biglietto per Monastir costa 1 dinaro (30 cent di euro), per Mahdia 2,500 dinari.
La prima corsa da Sousse parte alle 5,45. L'ultima da Mahdia alle 19.


Sulla linea Tunisi-Gabès i treni possono accumulare ritardi anche consistenti (a me è capitato di arrivare a Gabès con 2 ore di ritardo), per cui bisogna tenerne conto in caso  di appuntamenti o di coincidenze con navi e aerei.


Entrando e uscendo dalle città grandi e medie, i treni attraversano periferie desolate e inquinate da rifiuti, in particolare scarti di lavori di demolizione e costruzione. Fra una città e l'altra, si attraversano vastissimi uliveti. Macchie di fichi d'India. Non si vede altro.


È vietato scattare fotografie una volta che si accede ai binari.

Il treno per Tunisi visto dalla sala d'aspetto della stazione di Gabès