Trenta giorni nella Storia
ristampa aggiornata al 2025
Scrive
Nuto Revelli nel suo La
guerra dei poveri: «23
agosto [1944]. All'alba,
dopo sette ore di marcia, raggiungiamo i boschi di Callieri.
Le condizioni fisiche degli uomini sono penose. Stanotte i più
sfiniti, i più disperati, dicevano che era meglio affrontare i
tedeschi che tirare avanti così. […] 24
agosto. Marcia bestiale
verso il colle di Tesina,
con lunghe soste. Intossicati dalla stanchezza, come ubriachi, si
procede a strappi. È mattino avanzato quando i primi raggiungono
Sant'Anna di Vinadio».
Forse soltanto ripercorrendo con il proprio corpo i sentieri dei
partigiani descritti da Revelli e dagli altri testimoni della
Resistenza, negli stessi luoghi ma senza la stanchezza e gli incubi
della guerra, possiamo veramente capire cosa abbiamo guadagnato con
la pace: la bellezza delle montagne e dei boschi, delle acque e del
cielo, la gioia di stare con gli amici. Liberi. E invece della
violenza che si vorrebbe dimenticare, viviamo le fatiche e le
scoperte del cammino, che con piacere vogliamo ricordare e
raccontare.
Giorno 12 - borgata Callieri (foto di Andrea Galliano)
Giorno 12 - torrente Tesina (foto di Andrea Galliano)
Giorno 12 - Sant'Anna di Vinadio
Nella
provincia di Cuneo, una dozzina di valli alpine, disposte quasi a
raggiera rispetto al capoluogo, vide nascere la Resistenza. Erano le
ultime settimane dell'estate del 1943. Nei venti mesi successivi, le
valli cuneesi furono il rifugio e il sostegno dei partigiani;
soffrirono i rastrellamenti nazifascisti, ma sperimentarono anche la
libertà e la democrazia delle prime repubbliche; infine, nella
primavera del 1945, diedero l'impulso iniziale alla liberazione del
Paese.
In
quei luoghi, dalla Valle Varaita alla Valle Belbo, si snoda il
Cammino nella Resistenza: un itinerario di grande fascino, che
offre la possibilità di conoscere una parte importante della storia
italiana, e nello stesso tempo attraversare magnifici boschi e
borgate dalle pregevoli architetture, godere di splendidi panorami di
alta montagna e di collina, ammirare affreschi e pitture realizzati
da artisti sconosciuti ai più.
Le
trenta tappe che compongono il Cammino nella Resistenza sono
state pensate per essere percorse anche come itinerari singoli o a
blocchi a seconda del numero di giorni che si hanno a disposizione.
Chi potrà dedicare alla camminata un intero mese godrà pienamente i
benefici psicofisici che si manifestano dopo due-tre settimane
continuative di attività. In questo caso, si aggiunge l'immersione
nei luoghi della storia. L'ambiente stesso in cui si cammina è il
testo da leggere o, se si preferisce, il museo da visitare; ma una
camminata restituisce più di quanto un libro o un museo da soli
possano fare, perché dà la possibilità di comprendere con il
proprio corpo le condizioni in cui si svolsero i fatti. Per esempio,
camminando si sperimentano le distanze, diventano chiari concetti
come la fatica o il pericolo.
Nei
luoghi del Cammino nella Resistenza la memoria storica è
spesso viva e le iniziative locali ricordano gli avvenimenti,
alcuni felici e altri tragici, dei venti mesi della Resistenza. Molti
comuni del Cuneese (e la provincia stessa) sono stati insigniti di
medaglie al valore civile e militare per il contributo offerto nel
periodo dell'occupazione nazifascista. Nel capoluogo opera l'Istituto
Storico della Resistenza e della Società Contemporanea, e in varie
località si possono reperire documentazione e informazioni presso i
Centri Rete “Memoria delle Alpi”.
Mappa generale del Cammino nella Resistenza
Il
Cammino nella Resistenza attraversa ambienti diversi:
prevalente è quello montano, alcuni tratti sono collinari e altri
urbani. Già dalle prime tappe, in Valle Varaita e Valle Maira, si
osservano alcuni elementi caratteristici: la frutticoltura
specializzata nelle zone pianeggianti e collinari, i boschi di
castagno nella bassa valle, le faggete nella media valle. Spesso si
notano anche i segni dello spopolamento che alla metà del secolo
scorso ha interessato le valli, fino ad allora fittamente popolate:
borgate disabitate, rimboschimento spontaneo di terreni un tempo
coltivati e mancata manutenzione del bosco e del sottobosco. D'altra
parte, si incontrano alcune preziose iniziative di reinsediamento
abitativo e produttivo.
Giorno 7 - sentiero verso il torrente Maira
Dal
Giorno 11 al Giorno 16 si cammina prevalentemente a quote più alte,
incontrando boschi di conifere e, al di sopra dei 2000 metri di
altitudine, zone in cui la presenza di alberi è scarsa e prevalgono
le estese pietraie. Si attraversano aree comprese nel Parco Naturale
delle Alpi Marittime, caratterizzato da valli strette e profonde,
effetto dell'erosione glaciale. Le particolarità della collocazione
geografica, della morfologia e del clima si traducono nella presenza,
in ambito botanico, di specie rare ed endemismi come la Saxifraga
florulenta e la Viola Valderia. Per quanto riguarda la
fauna, si segnalano la presenza di aquile reali, ermellini, camosci e
stambecchi, la reintroduzione del gipeto, il ritorno del lupo. Nella
porzione dell'adiacente Parco Nazionale del Mercantour, sul versante
francese, attraversato il Giorno 15, è notevole la foresta di larici
del Boréon.
Giorno 11 - vista dal rifugio Migliorero
I
Giorni 22 e 23 permettono di inoltrarsi nel Parco Naturale del
Marguareis. La secolare cura del bosco da parte dei monaci Certosini
ha lasciato una copertura forestale eccezionale, nella quale spiccano
abeti bianchi, aceri montani, pini mughi e pini cembri. Sui pascoli
alpini è cospicuo il patrimonio floristico, impreziosito da molte
specie rare e alcune endemiche. L'alto bacino del parco è
caratterizzato da notevoli fenomeni di carsismo sia superficiale sia
ipogeo, di grande interesse speleologico. Ricca e diversificata è la
fauna, all'interno della quale sono degni di nota il capriolo, il
cervo, il lupo e il picchio nero.
Negli
ultimi giorni del Cammino, si attraversano le Langhe monregalesi per
concludere poi l'itinerario nell'Alta Langa (in cui le quote sfiorano
i 900 metri di altitudine) e in Valle Belbo. La zona delle Langhe, memoria di un antico bacino marino del Terziario, modellata dall'erosione di un reticolo idrografico in continua evoluzione, è prevalentemente collinare e spesso offre la possibilità di ammirare
suggestivi calanchi. Per via del clima e della posizione, è avvenuta
la penetrazione di specie vegetali mediterranee. Molto frequenti,
oltre ai vigneti, sono le coltivazioni di noccioli.
Giorno 29 - Bossolasco: i versi di Ungaretti al Parco della Resistenza
Si può ascoltare una conversazione su Il Cammino nella Resistenza
aprendo questa pagina:
La guida Il Cammino nella Resistenza
si può acquistare nelle librerie o dal sito dell'editore Fusta
Il Cammino nella Resistenza sarà presentato
venerdì 10 aprile 2026
alle ore 20,45
alla Casa delle Idee
via Don G. Brarda
Villar San Costanzo (CN)